OMAR, GRAZIANI e il film "IL LEONE DEL DESERTO" che non dice tutto.

Domenica pomeriggio, il circolo aperto di Castel Madama, per protestare contro il “sagrario” (anche se si dovrebbe scrivere sacrario, ma non vedo cosa ci sia di sacro) di Affile, fra l’altro proietta il film “OMAR MUKHTAR IL LEONE DEL DESERTO”.
Se è lo stesso film che ho visto io, lo stesso non è da considerare un film storico, ma al limite storico, eroico-romanzato,- (peraltro a favore di Graziani) poichè lo fa apparire un condottiero, e peraltro tra i più umani degli italiani, se non altro perchè, come quasi avviene sempre con i potenti, fa vedere che è Graziani che fa togliere le catene a Omar, gli fa portare l’acqua, gli conserva gli occhiali, lo stima e addirittura mi sembra che dopo l’impiccagione, gli italiani ripartono sulle camionette mentre lui si allontana in mezzo ai libici. Di contrappeso c’è che quando avvengono i massacri e le atricità, sono i militari italiani a farle e non Graziani non c’è. Risultato, (errato) è che sarebbero solo i militari subalterni a commettere le atrocità.
Un accenno sulla guerra (che non passa e che non finisce con la pace o la resa) libica è che quando è venuto Gheddafi in Italia, aveva sulla tunica, sul suo petto, bella in vista, la fotografia di OMAR in catene, proprio quella in bianco e nero che si vede alla fine del film.

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